Guinzaglio e museruola? Sempre per i cani aggressivi.

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La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza determinante (n. 9620 del 10 marzo 2025) riguardo alla gestione dei cani potenzialmente aggressivi. La quarta sezione penale ha stabilito che anche nelle aree cani, animali di grossa taglia con indole diffidente devono essere tenuti con guinzaglio e museruola.

Il caso esaminato riguarda una proprietaria di un Pitbull condannata per lesioni colpose, dopo che il suo cane, lasciato libero in un'area di sgambamento, ha aggredito sia un cane di piccola taglia che il suo padrone.

Secondo i giudici supremi, la donna ha commesso un'imprudenza lasciando il proprio cane privo di controllo, nonostante fosse consapevole della sua indole diffidente e nonostante un estraneo avesse manifestato l'intenzione di avvicinarsi all'animale. La Corte ha confermato la sentenza d'appello, riconducendo la colpa all'inosservanza delle norme cautelari relative alla conduzione dei cani.

La Cassazione sottolinea che il proprietario di un Pitbull deve esercitare "un onere di custodia e vigilanza accentuato". La responsabilità non deriva tanto dalla razza dell'animale, quanto dalla prevedibilità che un cane diffidente possa reagire aggressivamente all'avvicinamento di estranei.

I giudici hanno precisato che la normativa italiana stabilisce obblighi cautelari per i proprietari di cani che non si limitano all'uso di guinzaglio e museruola. Nel caso specifico, la donna, consapevole del carattere del proprio animale e della sua potenziale pericolosità, avrebbe dovuto prevedere e prevenire la reazione aggressiva, applicando la museruola o rimanendo vicina al cane per intervenire immediatamente in caso di necessità.

Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha dunque inteso emanare anche delle linee guida per tutti i proprietari di cani: anche nelle aree di sgambamento, è necessario mantenere un controllo adeguato sugli animali potenzialmente aggressivi, indipendentemente dalla loro razza.